Ignoranza Artificiale
Paolo Caressa
Apogeo, 2025
Perché leggere questo libro?
Fino a metà del secolo scorso, il termine computer nella lingua inglese non si riferiva alle macchine, ma agli esseri umani. Poco più tardi, riferendosi alle macchine si è cominciato a parlare di intelligenza. A noi, sembra rimanga solo l’ignoranza, e questa, forse, è la nostra forza.
Queste macchine, che oggi sembrano sapere tutto, che scrivono più e meglio di noi non hanno cognizione della propria ignoranza (e generalmente si considera più saggio chi ha questa consapevolezza rispetto a chi non la possiede), e le uniche cose originali che possono produrre le consideriamo di solito “allucinazioni”. Proprio per come sono state costruite non possono sapere più dell’intero scibile umano che hanno usato per addestrarle. Possono aiutarci a scoprire nuovi farmaci, nuovi teoremi, nuove filosofie, ma non possono colmare il vuoto cosmico della nostra ignoranza.
La nostra forza, quelli degli esseri umani resta allora proprio quella: evitare quelle informazioni inutili e sgraziate per cogliere solo quelle utili e belle. Non lasciarci abbattere dalla mole di cose che ignoriamo, anzi dimenticarne molte di quelle che abbiamo conosciuto.
Con un po’ di aritmetica Paolo Caressa spiega funzioni, algoritmi e programmi che oggi consideriamo intelligenti mostrandoci cosa si nasconde dietro alle loro interfacce e svelando i loro limiti.
Un estratto
“È meglio saper dimenticare qualcosa che ricordare tutto; è meglio ignorare quasi tutto che credere di conoscere ogni cosa; essere umani non è poi così male.”
Un libro consigliato da Maurizio Vannetti