Il cielo di maggio

Maggio porterà eventi spettacolari per gli osservatori del cielo notturno: con il progredire della stagione, maggio segna il ritorno di Saturno nel cielo del mattino. Il pianeta dagli anelli inizierà a farsi strada tra le prime luci dell’alba seguito verso la fine del mese anche da Venere, mentre Marte continuerà a brillare nel cielo serale insieme a Giove che scenderà sempre più all'orizzonte.

Il 3 maggio, la Luna si troverà in congiunzione con Marte, un’occasione perfetta per individuare il pianeta rosso nel cielo serale. La Luna piena del 12 maggio illuminerà la notte, rendendo meno visibili gli oggetti più deboli ma mettendo in risalto le stelle più luminose come Regolo nel Leone e Spica nella Vergine. Il 23 maggio sarà particolarmente interessante grazie all’allineamento di Venere, la Luna e Saturno, creando una bellissima configurazione celeste visibile nelle ore prima dell'alba. Infine, il 27 maggio la Luna nuova segnerà il momento ideale per chi desidera osservare il cielo profondo e le costellazioni di tarda primavera senza il disturbo della luce lunare.

Verso fine mese, le prime stelle delle costellazioni estive faranno capolino: Vega nella Lira, Altair nell’Aquila e Deneb nel Cigno inizieranno infatti a dominare le notti più lunghe e temperate. Torna così il triangolo estivo. Le tre stelle molto luminose di questo celebre asterismo del cielo notturno, pur apparendo vicine tra loro, si trovano a distanze molto diverse dalla Terra e presentano dimensioni molto differenti rispetto al nostro Sole. Altair, nella costellazione dell’Aquila, è la più vicina: si trova a circa 16,7 anni luce dalla Terra e ha un diametro circa 1,8 volte quello del Sole. Vega, nella costellazione della Lira, è poco più distante, a circa 25 anni luce, e ha un diametro di circa 2,3 volte superiore a quello solare. Deneb, invece, nella costellazione del Cigno, è la più lontana e anche la più imponente: la sua distanza è stimata tra 1.400 e 3.200 anni luce, e il suo diametro è di almeno 200 volte quello del Sole, rendendola una delle stelle più grandi e luminose visibili a occhio nudo nel cielo terrestre. Questa varietà di distanze e dimensioni mette in evidenza quanto l’apparente vicinanza nel cielo non corrisponda a una reale prossimità fisica nello spazio.