La primavera offre sempre meravigliose opportunità per l'osservazione del cielo notturno che si animerà con la presenza di pianeti facilmente riconoscibili e il lento passaggio dalle costellazioni invernali a quelle primaverili
Il 5 aprile, la Luna si troverà in congiunzione con Marte nella costellazione del Cancro, offrendo uno splendido punto di riferimento per individuare il pianeta rosso nel cielo serale. Il 13 aprile, la Luna piena illuminerà la notte, rendendo le costellazioni primaverili meno visibili ma offrendo comunque un panorama suggestivo. Giove resterà ancora luminoso e ben osservabile nella costellazione del Toro per tutto il mese. Il 21 aprile, Mercurio raggiungerà la sua massima distanza apparente dal Sole, diventando più facile da osservare prima dell’alba. Sarà un’occasione ideale per chi desidera individuare il piccolo pianeta nei cieli del mattino, preferibilmente con l’ausilio di un binocolo. Pochi giorni dopo, il 25 aprile, un’altra spettacolare congiunzione vedrà la Luna avvicinarsi a Venere e Saturno, creando una suggestiva composizione nel cielo dell’alba. Infine, il 27 aprile segnerà il ritorno della Luna nuova, ideale per chi vuole dedicarsi all’osservazione del cielo profondo senza il disturbo della luce lunare. In queste notti più buie possiamo ammirare il passaggio dalle costellazioni invernali a quelle primaverili, come il Leone e la Vergine.
Tra la debole costellazione del Cancro e quella della Vergine si trova la costellazione del Leone, figura celeste nota già ai tempi dei Babilonesi che la usavano come punto di rifermento per l'inizio del loro calendario. La costellazione del Leone è mitologicamente legata ad Eracle (per i Greci) che diventò poi Ercole per i Romani. Secondo il mito greco, la dea Era possedeva un famelico leone che tormentava il popolo di Nemea. Il leone, dotato di una spessa e invulnerabile pelliccia, sembrava essere immune a qualsiasi arma. Nell’impresa di cacciarlo e ucciderlo vi riuscì solamente Eracle, che dopo aver sconfitto la feroce bestia, la scuoiò, indossando da quel momento la pelliccia impenetrabile del leone. La fierezza dell’animale fu tramutata in stelle da Zeus, che collocò la sua figura sulla volta celeste.