Questo periodo richiama alla memoria la famosa "stella di Betlemme" seguita dai Magi, ma anche senza una cometa da seguire le lunghe notti invernali ci regalano uno spettacolo ricco di fascino.
A dicembre, il 15 la Luna piena illuminerà il cielo, mentre il 18 potremo osservare Marte vicino al nostro satellite naturale. La notte più lunga l’avremo il 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno, che segna il giorno più corto dell’anno. Con la Luna nuova che arriverà il 30 dicembre il cielo sarà inoltre bello scuro, un’ottima occasione per uscire ad ammirare la volta celeste. Verso l’inizio del nuovo anno, ci sarà inoltre il picco dello sciame meteorico delle Quadrantidi, che ci darà la possibilità di osservare qualche “stella cadente” e, perché no, esprimere qualche desiderio per l’anno nuovo.
A gennaio, il 3, Venere sarà vicino alla Luna (come nella foto scattata dalla nostra sede a Cadro), seguito il 4 gennaio da Saturno che condividerà una simile vicinanza con il nostro satellite. Il 10 gennaio, la Luna si avvicinerà a Giove, mentre il 13 gennaio brillerà di nuovo la Luna piena. Il giorno successivo, il 14 gennaio, Marte sarà protagonista accanto alla Luna, e il 18 gennaio, potremo osservare una splendida congiunzione tra Venere e Saturno.
Le congiunzioni planetarie sono eventi astronomici che sin dall'antichità hanno influenzato la scansione del tempo, la mitologia e l'astrologia. Forse proprio una congiunzione tra pianeti potrebbe aver dato luogo al racconto della Stella di Betlemme. In quegli anni avvenne infatti una tripla congiunzione planetaria nella costellazione dei Pesci, due pianeti, Giove e Saturno, visti dalla Terra si trovarono uno a fianco all'altro per ben tre volte nello stesso anno. Quella precisa congiunzione nella costellazione di Pesci avviene mediamente ogni 900 anni. I magi, abili osservatori del cielo, l'avrebbero sicuramente notata, e potrebbero essere partiti alla ricerca del nuovo re. Le scarse informazioni riguardanti le antiche osservazioni astronomiche e l'incertezza della data di nascita di Gesù rendono in ogni caso impossibile determinare con precisione la natura della Stella di Betlemme, forse era addirittura semplicemente una allegoria utilizzata da Matteo nel suo vangelo per sottolineare il grande evento.
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