Potere e progresso
di Daron Acemoglu e Simon Johnson,
Il Saggiatore, 2023
Perché leggere questo libro
Le rivoluzioni tecnologiche portano sempre a dei progressi per la società?
Nonostante le narrazioni propagandate dei magnati delle intelligenze artificiali, i premi Nobel autori di questo libro illuminante sostengono che la risposta è: non necessariamente.
Il libro procede nel tempo: analizza le rivoluzioni tecnologiche del passato (agricoltura, meccanizzazione, rivoluzione industriale) e le loro conseguenze, fino ad arrivare ad oggi, al possibile impatto dell’avvento dell’IA sulla prosperità della società.
Gli autori argomentano che la tecnologia di per sé non genera automaticamente benessere diffuso: spesso concentra ricchezza e potere nelle mani di pochi. Può portare a disuguaglianza, precarietà del lavoro e indebolimento della democrazia, come già successo altre volte in passato. Nella storia, solo quando l’implementazione di nuove tecnologie è stata accompagnata da discussioni, regolamentazioni, tutela dei diritti e rapporti di potere equilibrati, la società è riuscita a coglierne i frutti.
Al contrario della passività suggerita dal tecno-ottimismo, il libro propone un ruolo attivo dei cittadini: non per arrestare il progresso tecnologico, ma per indirizzarlo in modo che i benefici siano realmente condivisi. È un invito a riflettere su chi decide il futuro della tecnologia, chi ne beneficia e chi potrebbe restarne escluso se non vegliamo sulla sua implementazione.
Pur essendo stato pubblicato agli albori di ChatGPT, questo libro è così ben fondato da essere diventato ancora più attuale di quando è uscito.
Un estratto
“Ciò che vogliamo ottenere dalle macchine non è qualche vaga forma di intelligenza, ma un utilizzo finalizzato a realizzare gli obiettivi dell'umanità.”
Un libro consigliato da Alessio Lavio